Per la prima volta, l’indagine ha coinvolto anche un campione di 20 società in Portogallo,
Spagna, Francia, Regno Unito, Germania e Russia. L’espansione del mercato degli eventi in Italia
risulta piuttosto in linea con l’evoluzione del settore in Europa: il 60% degli intervistati
prevede infatti che gli eventi cresceranno più di altre forme di comunicazione e il 55% aumenterà
gli investimenti nel settore a scapito principalmente della pubblicità in tv.
Da Convegni una fotografia sul mercato degli eventi in Italia
È un trend positivo quello che emerge dalla ricerca promossa dalla casa editrice Convegni e da
Unicom (l’associazione nazionale delle imprese di comunicazione) al fine di

comprendere come si
muoverà il mercato degli eventi nel biennio 2008-2009. In generale, gli eventi rappresentano oggi
uno strumento di marketing e comunicazione tra i più apprezzati dalle aziende e su di essi si
stanno spostando volumi significativi di budget, in controtendenza rispetto ad altri strumenti
classici della comunicazione come la pubblicità. Crescono quindi gli investimenti in questi
strumenti alla ricerca di un coinvolgimento diretto sia del personale interno sia del trade, con un
forte focus su qualità ed efficienza, anche a seguito di vincoli di budget. Sono eventi speciali e
team building, in particolare, le tipologie a più elevata prospettiva di crescita, ma convention e
viaggi incentive restano in vetta alle scelte aziendali.
L’indagine - condotta tra gennaio e marzo 2008 - ha coinvolto 300 aziende, rappresentative di
tutti i principali settori merceologici, attraverso interviste approfondite ai responsabili dell’o
rganizzazione eventi. Ma vediamo più nel dettaglio i principali risultati emersi dalla
ricerca.
L’attenzione delle aziende per gli eventi è elevata, come dimostrano i budget dedicati sempre
più consistenti: per il 25% degli intervistati i volumi si collocano tra i 500mila e il milione di
euro annui, mentre è significativa (quasi il 10%) anche la percentuale dei grossi investitori che
dedicano agli eventi più di un milione di euro. Il livello di soddisfazione risulta decisamente
buono, tanto che un’azienda su quattro pensa di aumentare gli investimenti in eventi in futuro e
circa il 60% dichiara di volerli mantenere stabili; solo il 14% è intenzionato a investire meno,
soprattutto per necessità di contenimento dei costi. Secondo le evidenze della ricerca,
l'evento è uno strumento chiaveinnanzitutto per la comunicazione interna all'azienda, e per la
motivazione del personale e dei partner, sempre più importante per la competitività sul
mercato. Le tipologie piùà utilizzate sono, nell'ordine, le convention (il 70% delle aziende ne
organizzerà una all'anno), i convegni e i meeting (60,7%) e i seminari e formazione (51,8%).
La convention risulta essere il momento principe in cui l’azienda riunisce forza vendita,
personale interno ma anche partner e clienti per fare il punto sull’andamento del mercato e
definire obiettivi e posizionamento futuri; al modello della convention unica annuale, il mercato
sembra preferire quello di convention con gruppi non numerosissimi (per il 70% con meno di 200
persone), magari su base regionale. Convegni e meeting sono organizzati per coinvolgere i clienti
ma anche per mettere in comunicazione le varie divisioni aziendali e sembrano avere un taglio
decisamente operativo, per lo più con piccoli gruppi (per oltre il 30% sotto le 50 persone, e per
circa il 50% tra le 50 e le 100). I viaggi incentive continuano a rimanere uno strumento molto
utilizzato (al 4° posto tra le 11 categorie indagate): permane l’idea che debbano essere realmente “
premianti”, per cui si preferisce ridurre il numero dei partecipanti ma offrire un’esperienza di
qualità, generalmente all’estero (93%). In deciso aumento gli eventi speciali (cene, feste e serate
spettacolari in testa) organizzati ad hoc per presentare prodotti e comunicare i valori aziendali
al consumatore finale o al trade, condividendo momenti emozionati e originali (quasi il 40% ne
organizza più di cinque l’anno). Ampie prospettive di crescita anche per i team building, benché
oggi il suo peso sul totale risulti ancora marginale (circa il 15% dei rispondenti).
Oltre il 40% di chi vi ricorre, però, ne organizza più di tre l’anno, con l’obiettivo di
rinsaldare lo spirito di squadra tra la compagine aziendale. I giudizi sui risultati sono positivi
e le intenzioni per gli investimenti futuri evidenziano la percentuale più elevata tra tutte le
categorie riguardo all’aumento del budget dedicato (oltre il 25% degli intervistati).