Durante il Workshop “
Il ruolo degli eventi nell’attuale contesto economico e il supporto offerto dalla
tecnologia” svoltosi qualche mese fa a Milano sono stati presentati da
Hervè Joseph-Antoine, vice president CWT Meetings & Events EMEA, i risultati di uno
studio realizzato a livello EMEA su un campione di 11.800 meeting ed eventi
realizzati o pianificati tra marzo 2008 e febbraio 2009.
«Per capire qual è l’impatto dell’attuale contesto economico sul settore M&E e quali sono
le strategie adottate dalle aziende per rispondere alle sfide del mercato – ha spiegato
Joseph-Antoine – abbiamo
analizzato diversi indicatori: il primo, molto importante, è la spesa media
giornaliera per partecipante che ammonta oggi a 150 euro contro i 175 euro di un anno fa. Una
riduzione che deriva soprattutto da precise scelte effettuate dalle aziende in termini di
destinazioni: il campione risulta infatti
utilizzare la destinazione in modo strategico
per contenere la spesa, orientandosi maggiormente verso
località domestiche, più vicine alla propria sede. In particolare i dati dello
studio di CWT in Emea rivelano che la percentuale dei meeting e degli eventi svolti all’interno dei
confini nazionali sale oggi al 75%, rispetto al 60% registrato solo sei mesi fa. Nella classifica
delle “top ten destination” Francia e Spagna risultano in calo, mentre tengono Regno Unito e
Italia. Interessante il trend del mercato statunitense, che non subisce riduzioni, favorito
probabilmente dai molti congressi medici che si svolgono nel Paese e su cui le aziende non hanno la
possibilità d’intervento».
Estremamente
differenziato risulta però
l’andamento tra i diversi comparti merceologici. «Nello studio siamo andati ad
analizzare nel dettaglio – ha continuato Joseph-Antoine – tre settori che sono tradizionalmente dei
“
big spender” in ambito Meetings & Events: il pharma, l’automotive e l’Itc. Il
farmaceutico, ad esempio, continua a vivere una fase positiva, con una crescita del 10-15% e valori
stabili in termini di spesa media giornaliera per partecipante e di durata dei meeting: l’impatto
del contesto risulta quindi molto limitato e il trend omogeneo in tutti i paesi. Diverso il quadro
per quel che riguarda il settore automobilistico e Itc dove l’investimento appare in calo».
Si conferma invece stabile la durata media dei meeting e degli eventi nel periodo osservato,
con un valore pari a circa 2,7 giorni in Emea.
Analogo studio è stato condotto in Italia su un campione di 800 tra meeting ed
eventi gestiti da CWT nel medesimo periodo (marzo 2008 – febbraio 2009) per un totale di 35mila
partecipanti. I dati mostrano che anche per quanto riguarda il nostro Paese la spesa media
giornaliera per partecipante ha subito un rallentamento, con valori leggermente più contenuti: la
media a fine periodo è di 145 euro contro i 160 dello scorso anno. Gli altri indicatori
evidenziano trend piuttosto omogenei rispetto a quelli riscontrati in Emea: la
durata media dei meeting e degli eventi, ad esempio, non subisce variazioni di rilievo ed è pari a
circa 2,3 giorni. «Anche nel nostro Paese - ha commentato Andrea Solari, direttore commerciale e
marketing Italia di CWT - si nota una maggiore propensione alla scelta di destinazioni nazionali:
le aziende si orientano su soluzioni che hanno costi inferiori, a dimostrazione di un’evidente
volontà di riduzione della spesa, in analogia con i trend internazionali evidenziati. Per l’Italia
la tendenza è meno marcata rispetto ai dati Emea, ma comunque presente (68% attuale vs. il
precedente 60%): oltre alla crescita delle destinazioni domestiche, sale ulteriormente la Francia.
Andamenti differenziati si registrano a livello settoriale anche nel nostro Paese.
«Nel
complesso quindi - ha concluso Solari - la difficile situazione economica risulta aver portato in
media nel settore M&E a un contenimento e a una razionalizzazione della spesa ma non alle forti
flessioni che ci si sarebbe potuti immaginare. Segno che
eventi e meeting rappresentano ormai un elemento consolidato nelle politiche di
comunicazione delle aziende, sia verso i pubblici esterni sia verso i propri
collaboratori».