
La ricerca evidenzia quindi che, nonostante l’attuale
contesto economico, le trasferte di lavoro e il conseguente mantenimento e rafforzamento della
relazione con i propri clienti attraverso
incontri personali sono percepiti come sempre più vitali per lo sviluppo del
business. L'85% degli intervistati, inoltre, è pienamente convinto della maggior efficacia
degli incontri face-to-face rispetto all'utilizzo delle tecnologie informatiche come le video o web
conference.
- la spesa individuale per le trasferte, che risulta pari a circa 839 sterline/mese con una
media di 8,2 giorni trascorsi in viaggio;
- il maggior numero di trasferte effettuate dai Ceo rispetto a ogni altro livello aziendale,
con una media di 16,3 voli domestici e internazionali all’anno;
- una correlazione diretta tra fatturato dell’azienda e conformità alla travel policy da parte
dei suoi viaggiatori: tanto più elevato è il fatturato di una azienda, infatti, quanto più i
dipendenti rispettano la policy nelle scelte di viaggio.
Le priorità per i Travel Manager
La
riduzione
e il controllo sulle spese legate ai viaggi d'affari continuano a essere la
principale priorità individuata dai travel manager. Lo afferma la quarta edizione dell’
AirPlus International Travel Management Study, l’indagine annuale che fornisce un quadro
dettagliato delle tendenze relative al business travel in Italia e nel mondo. Secondo i risultati
dello studio - che ha preso in esame un campione complessivo di 1.500 manager specializzati
nell'organizzazione di viaggi d’affari in 15 paesi del mondo - la necessità di ridurre i costi è
l'obiettivo prevalente in tutte le nazioni.

A fronte della richiesta di elencare in ordine d'importanza i
propri cinque obiettivi primari, assegnando loro un punteggio su una scala da 1 (massima
importanza) a 5 (minima importanza), gli intervistati hanno attribuito al contenimento dei costi un
valore medio pari a 1,6, in aumento rispetto all’1,8 dello scorso anno.
Molto distanziate tutte le altre voci, che risultano invece piuttosto ravvicinate
tra loro con punteggi che si posizionano tra il 3,1 e il 3,5. Al secondo posto troviamo
l’assistenza e la soddisfazione del viaggiatore (3,1) - che assumono un ruolo
particolarmente importante nel Regno Unito, probabilmente anche a causa della legislazione sul “
duty of care” – seguite dall’ottimizzazione delle procedure interne (3,2),
dall'introduzione di direttive per i viaggi (3,3) e dalla rendicontazione dei costi per il
management (3,5).
Riguardo alla policy, in particolare, dallo studio emerge che il 28% delle
aziende intervistate non ha ancora approvato direttive per regolamentare gli aspetti legati al
viaggio: ciò significa che oltre un quarto del campione è sprovvista dello strumento più basilare
per la gestione del business travel.
L'Ue aggiorna la lista nera dei cieli
La Commissione europea ha recentemente
aggiornato la lista nera delle compagnie aeree che non rispettano gli standard di
sicurezza prefissati. La nuova lista sostituisce così quella pubblicata nel novembre 2008 e verrà
aggiornata ogni qual volta sarà necessario con un controllo trimestrale.

Con l’ultimo aggiornamento sono stati
inseriti i vettori di due nuovi paesi: "Problemi di sicurezza identificati nei
sistemi di sorveglianza dell'autorità dell'aviazione di Zambia e Kazakhstan - si legge in una nota
- inducono al bando di tutti i vettori dai due Stati, con l'eccezione della compagnia kazaka Air
Astana, le cui operazioni nella Comunità sono congelate sotto strette restrizioni".
Altri vettori sono invece stati rimossi. L’UE, constatati i notevoli miglioramenti
registrati da parte delle autorità dell'aviazione civile indonesiana, ha infatti deciso
l'esclusione dalla blacklist di quattro compagnie aeree locali (Garuda Indonesia, Airfast
Indonesia, Mandala Airlines e Premiair), nonché del vettore Thai One Two Go. Progressi sono stati
compiuti anche dalla Taag Angola Airlines: un accordo di assistenza tra Angola e Portogallo
permetterà alla compagnia angolana di operare in Portogallo solo con alcuni velivoli e sotto
strette condizioni.
Nella lista restano nove compagnie che sono completamente bandite: Air
Koryo (Repubblica democratica Corea), Air West (Sudan), Ariana Afghan Airlines (Afghanistan), Siem
reap Airways International (Cambogia), Silverback Cargo Freighters (Ruanda); Motor Sich, Ukraine
cargo Airways, Ukrainian Mediterranean Airlines e Volare Aviation Entreprise (Ucraina).