Le preferenze dei business traveller nell’ultimo studio di CWT

CWT

Quali sono le abitudini e le preferenze di chi viaggia per lavoro? A rivelarlo è una nuova indagine di CWT, condotta da Artemis Strategy Group su un campione di oltre 2.700 intervistati in tutto il mondo, Italia compresa.

Quando volano, due business traveller su tre preferiscono i posti a sedere con il finestrino rispetto a quelli vicini al corridoio. Una percentuale, questa, che si attesta al 71% nell’area Asia-Pacifico e scende al 59% nelle Americhe, mentre per gli europei la preferenza è del 65%. In tema di disguidi, invece, la maggioranza preferirebbe perdere il volo piuttosto che smarrire il bagaglio. In particolare, questa affermazione riguarda il 54% degli americani e il 52% degli europei, mentre i viaggiatori dell’area Asia Pacifico si posizionano a metà tra questi due valori.

Lo studio si sofferma anche sulle preferenze in tema di trasporti a terra, scoprendo che i taxi tradizionali sono scelti dal 54% del campione complessivo al posto dei servizi di ridesharing, come Lyft o Uber. Tra una regione e l’altra, però, vi sono spiccate differenze: la propensione per il ridesharing, infatti, è espressa da ben il 69% dei viaggiatori del Vecchio Continente, mentre gli americani si fermano al 63% dei casi. Per quanto riguarda l’Asia Pacifico, invece, il 56% dei viaggiatori predilige i taxi. «Questi risultati forniscono spunti affascinanti, e talvolta inaspettati, su come i viaggiatori d'affari globali affrontano i loro viaggi - ha dichiarato Niklas Andreen, Executive VP e Chief Traveler Experience Officer di CWT. - Notiamo differenze significative tra le regioni: in Asia, ad esempio, le persone preferiscono occupare un posto accanto al finestrino, mentre in mercati come gli Stati Uniti la vista è considerata meno attraente».

Lo studio rivela anche che gli intervistati sono, in generale, contenti di condividere le proprie esperienze di viaggio, su app o con gli altri business traveller: l’89% dichiara di essere “estremamente” o “abbastanza” disposto a farlo. Tra l’altro è interessante notare che, su questo tema, i viaggiatori fanno poche distinzioni tra trasferte e viaggi di piacere. Gli europei sono meno social (il 14% afferma di non voler condividere assolutamente le proprie esperienze), mentre americani e asiatici mostrano una maggiore propensione.



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